Meravigliose

castagne

Meravigliose castagne

In autunno avete la possibilità di raccogliere le castagne sul terreno dell’ hotel Paladina e di arrostirle sul fuoco !

Prodotti che possono essere preparati con le castagne

Farina, pane, torte, marmellata, fiocchi, birra, Marrons Glaçés, cucinate come accompagnamento alla cacciagione, oppure, come meglio conosciute: le castagne arrostite sul fuoco !
Qui potete comandare la marmellata di marroni ed altri prodotti fatti in casa, nella nostra cucina.

Esperimentate dal vivo le castagne sul “Sentiero del Castagno”

Escursione in Ticino alla scoperta dell’ “Alto Malcantone”, il paese delle castagne.
  • Dal Grotto “Sgambada” di Arosio, si arriva dapprima al castagneto di Induno e più in là, alla Chiesa di San Michele. Nelle vicinanze si trova un “graa” (metato) La passeggiata prosegue verso Mugena e permette di ammirare l’intera regione dell’Alto Malcantone, soprattutto sulla pianura di Caroggio.
  • Dopo avere visto il centro del paese di Mugena, si va avanti direzione “Busgnone” dove si arriva nelle vicinanze di una piscina naturale del fiume Magliasina che si attraversa. Il sentiero porta lungo la “Valle del Firinescio” e passando sopra Vezio direzione Fescoggia, si trovano molti castagni.
  • Da Fescoggia inizia la strada del ritorno in discesa, direzione Caroggio, poi verso Mugena e Arosio, sempre con lo sguardo rivolto in alto, verso i grandi castagni avvistati prima. Il sentiero è segnato col simbolo della castagna. Si incontrano otto punti didattici, illustrati meglio sul prospetto, per fornire i dettagli e le particolarità che stimoleranno il vostro interesse. Quando siete su questo sentiero, provate a utilizzare tutti sensi che avete a disposizione: la vista, l’olfatto, il tatto, ne vale la pena !
  • Tempo necessario per la camminata, 5-6 ore da Arosio. È pure possibile terminare la passeggiata prima, oppure di iniziarla a Fescoggia. Gli scarponi sono raccomandati!
28 proposte di passeggiate in Ticino (in tedesco)

Il castagno è stato introdotto alle nostre latitudini dai Romani, circa 2000 anni fa!

In Europa, è l’albero che più di ogni altro, ha raggiunto una produzione differenziata e vitale, così tanto da essere chiamato “l’albero del pane”. (La castagna era L’ALIMENTO primario per almeno 6 mesi all’anno).

L’importanza fondamentale che questa specie ha rivestito anche alle nostre latitudini, si ritrova ancora oggi, nella denominazione “Arbur”, un termine dialettale che designa gli alberi innestati nei castagneti. Dappertutto dove c’è un uomo che si è stabilito sul territorio, là si ritrova il castagno. È una pianta che accompagna l’uomo e che si integra con lui, creando così una vera cultura della castagna. Anche nella nostra regione il Malcantone la popolazione, per centinaia di anni, ha vissuto prevalentemente della castagna che significava vita.
Kastanie im Tessin
Blumen des Kastanienbaumes im Tessin
Die Kastanien sind gut geschützt in der Schale
Il castagno è un albero tipico del Sud delle Alpi, che cresce tra i 200 – 1000 m sopra il livello del mare. La superficie totale delle foreste di castagni ricopre 26’000 ettari. A Nord delle Alpi, li troviamo unicamente nelle vallate raggiunte dal foehn.. I castagni possono raggiungere l’altezza di 25-30 m. e un’età attorno ai 1’000 anni. (I castagni dell’Etna chiamati anche “Cento Cavalli” addirittura 2’500 anni.) Le sue foglie sono grandi seghettate e di colore verde scuro. I fiori compaiono in maggio-giugno, dopo il completo sviluppo del fogliame. I fiori maschili sono lunghi e ben visibili, quelli che sono riconoscibili e che conferiscono alla corona dell’albero il tipico colore giallastro, mentre i fiori femminili, più piccoli e di solito a coppia, sono raggruppati alla base del fiore maschile e che si svilupperanno a frutto di colore marrone, avvolto in una corteccia spinosa.
L’impollinazione avviene con l’aiuto del vento e soprattutto con le api (basta pensare al prezioso miele di castagne) le mosche e altri piccoli insetti. La corteccia è liscia, verde oliva nella fase giovanile, rugosa e grigio-marrone più avanti. Le radici si sviluppano in profondità e permettono così un perfetto ancoraggio. Il legno di castagno è durevole, elastico, facile da lavorare e da tagliare, ricco in tannini e un buon carburante.

A scapito di altre specie di alberi autoctoni, il castagno è stato introdotto un po’ dappertutto. Con la trascuratezza nella mancanza di cure dei castagneti, si può osservare la ricolonizzazione di alcune specie autoctone, come la betulla (Betula pendula), la roverella (Quercus pubescens). Il rovere (Quercius Petrea) e il pioppo (Populus tremula) nei luoghi più poveri, e il tiglio (Tilia cordata) , il ciliegio (Prunus avium), il frassino (Fraxinus excelsior) e l’acero di monte (Acer peudoplatanus) nei luoghi più freschi, il faggio (Fagus sylvatica) , l’abete (Picete abies) , il larice (Larix decidua) e il pino silvestre (Pinus Silvestris) nelle regioni periferiche della zona di distribuzione.

Con l’avanzare dell’età, questo albero necessita di un aumento costante di luce. Ciò richiede un clima mite con tanta umidità, teme il gelo precoce e tardivo.

Il terreno ottimale deve essere profondo, sciolto, ben drenato e ricco di sostanze nutritive (soprattutto potassio.) Il castagno non si adegua a terreni calcarei e superficiali.

La malattia principale del castagno è causata da un fungo che provoca il cancro della corteccia. Nel 1948, quando la malattia fu segnalata in Ticino, si temeva l’estinzione del castagno a Sud delle Alpi, proprio come lo fu la malattia per il castagno americano. Per questa ragione si eseguirono diversi rimboschimenti artificiali. Fortunatamente per noi, la specie è sopravissuta, grazie ad una maggiore resistenza delle specie europea, combinata con la forma meno virulente del fungo.
I sintomi della malattia più evidenti che si possono osservare, sono la presenza della corteggia rossiccia e le foglie che appassiscono.

Settimane di escursioni guidate al Paladina (in tedesco)